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Signorina lei è un maschio o una femmina?

di Gloria Giacopini e Giulietta Vacis
con Gloria Giacopini

"Quando ci hanno chiesto di scrivere un testo contro la violenza sulle donne qualcosa ci è fortemente risuonato a livello di percezione personale. Abbiamo cominciato a chiederci e a pensare al perché nel linguaggio quotidiano, ancora così tante questioni all’apparenza scontate: parità salariale, non violenza, diritti e tutele fisiologiche…prendano un’accezione separata da quelle che, pur eguali, riguardano ed identificano gli altri elementi della nostra società, i maschi.
Ci siamo chieste qual’é il momento in cui smettiamo di essere bambini, piccoli umani di cui avere la massima cura, per diventare maschi e femmine? Ci siamo chieste: come succede, e di chi sono le responsabilità?
Per farlo siamo ritornate all’infanzia, fino all’età dell’asilo quando le identità sono ancora neutre e quello che percepiamo degli altri è puramente empatico."

Se da bambina ti insegnano che ti deve piacere il rosa perché sei una femmina, ma a te piace terribilmente il blu, cosa succede?
E se ti avevano detto che le femmine hanno la voce fatata e te quando parli sembri il Gabibbo, cosa significa?
Il mondo sembra andare in tilt e di conseguenza anche tu finisci per non riconoscerti più. Ecco che una sottile, spesso irriconoscibile violenza si insinua già tra i banchi di scuola dell’asilo, dove l’accidentale dimenticanza del grembiulino rosa può bastare a mettere in crisi un’intera identità. E quando addirittura tua madre, alla domanda “Come ti chiami?”, ti suggerisce di rispondere Marco perché con quella voce lì dire Gloria sembra uno scherzo, allora non c’è da stupirsi se la tua compagna di banco delle elementari vuole che tu diventi il suo fidanzatino.
E se proprio lo vuole a tutti i costi e non ti è possibile persuaderla del contrario? Siamo di fronte ad un caso di violenza di una donna su un uomo? O su una donna creduta uomo?
Ma…esiste?!
Insomma.
Non sarà che tutte queste classificazioni ci fanno dimenticare gli individui che siamo riducendo la visuale sul concetto di identità?

GIULIETTA VACIS
Si diploma in Restauro e Conservazione dei Beni Culturali. Durante gli anni del liceo si avvicina al montaggio e al concept video cominciando a lavorare per festival e enti artistici della città di Torino. Dopo il diploma viene ammessa alla facoltà di Cinéma et Audiovisuel all’università Paris III - Sorbonne Nouvelle a Parigi che lascia nel 2011 per cominciare a lavorare come video editor, video maker e sceneggiatrice presso la società Indyca di Torino, collaborazione che continua tutt’oggi.
Nel 2016 firma la sua prima regia con il documentario Diario di Amleto a Gerusalemme prodotto da JoleFilm e Rai5, e nel 2017 presenta in concorso nella sezione corti del 32 LoversFF il suo cortometraggio Le Cose Che Restano.
Nel 2018/19 è co-autrice e regista dello spettacolo SIGNORINA, LEI è UN MASCHIO O UNA FEMMINA? insieme a Gloria Giacopini.

GLORIA GIACOPINI
Si è diplomata alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano e ha studiato con altri maestri quali Paola Tiziana Cruciani, Rossella Falk, Augusto Fornari e Veronica Cruciani.
Ha lavorato tra gli altri con Veronica Cruciani, della quale è stata anche assistente alla regia nell’allestimento di “due donne che ballano” con Maria Paiato e Arianna Scommegna,e con Giulio Costa, Gabriele Vacis e Livia Ferracchiati.

 

Intero 12 euro - Ridotto under35 10 euro
Info: tracciafuori@gmail.com